Toni Zaro in vacanza… chi l’avrebbe mai detto. Dalle Farcadizze ha deciso di raggiungere il monte Lussari ( a piedi, naturalmente ) lasciandomi l’incarico di raccontarvi Boris.
Cara Mirta, sei riuscita a scaldare i nostri cuori con i tuoi racconti e le danze alle quali tutti hanno partecipato creando un clima di serena allegria, penso fosse questa la tua intenzione: trasmettere un antico pensiero di pace e amore. Sei stata deliziosa come sei anche nella tua vita quotidiana.
Grazie a te ed anche alle tue compagne di danza.
Mi permetto di trascrivere uno dei tuoi racconti

Quando ero bambino, capivo di dare e di dividere, da quando sono stato civilizzato, ho disimparato questa virtù.
Io vivevo una vita naturale, ora ne vivo una artificiale. Allora ogni bel ciotolo era prezioso per me e nutrivo un profondo rispetto per ogni albero. L’abitante indigeno dell’America univa alla sua fierezza un’eccezionale umiltà. La superbia era estranea al suo essere e ai suoi insegnamenti. Egli non sollevava mai la pretesa che la capacità di esprimersi col linguaggio fosse una dimostrazione di superiorità dell’essere umano sulle creature senza parola; proprio al contrario, egli vedeva in questo un pericolo. Egli credeva fermamente nel silenzio, simbolo della perfetta Armonia. Il tacere ed il silenzio rappresentavano per lui l’equilibrio di corpo, mente ed anima. Se chiedi ad un indiano: che cos’è il silenzio? Ti risponderà “Il Grande Mistero” e se gli chiedi quali sono i frutti del silenzio ti risponderà così: “Autocontrollo, vero coraggio e perseveranza, pazienza dignità e profondo rispetto”.
Decisamente in un’epoca di totale inquinamento acustico questo concetto è quasi incomprensibile, anche se in cuor nostro lo sposeremmo…

Domenica prossima, 4 settembre

Emergenza carceri: dopo dieci anni di esperienza all’interno delle carceri il bravo Sandro Carpini ci porterà la sua testimonianza e le sue riflessioni raccontando la storia di un detenuto che si trova ad affrontare una vita libera…
E’ bravissimo , venite a sentire, doveroso da parte nostra riflettere su questo argomento.
Mandi Patti

ps: chissà se esistevano le carceri al tempo degli Indiani…

Sandro Carpini in :  Tutti fuori/Tutti dentro

Storie di Carcere

di Sandro Carpini

Non vidi mai uomo guardare

Con occhio altrettanto assorto

Quella piccola tenda di azzurro

Che i carcerati chiamano cielo,

mai io vidi un uomo guardare

tanto assorto la luce del giorno.

(The Ballad of Reading Gaol – Oscar Wilde)

 

Emergenza extracomunitari, emergenza droga, emergenza criminalità, emergenza tangentopoli, siamo un repubblica che lotta contro le emergenze, e tutte queste emergenze partoriscono detenuti, sono loro il capro espiatorio, siamo figli di un’emergenza continua, emergenza terrorismo, emergenza mafia, emergenza corruzione, emergenza tangentopoli e da ultimo anche emergenza calciopoli.

Ma tutte queste emergenze hanno fatto scattare l’ultima emergenza, le carceri. A forza di trovare emergenze anche le carceri sono diventate un’emergenza. Poi, ad ogni emergenza è corrisposto un inasprimento delle pene, difficoltà di avere benefici, e tutto questo lo hanno pagato e continuano a pagarlo coloro che hanno diritto di scontare un pena in un contesto umano.

Dopo dieci anni di esperienza all’interno della carceri utilizzando il teatro come strumento di comunicazione vorrei spiegare come spesso in carcere si entra colpevoli e troppo spesso se ne esce come vittime, raccontando le storie degli spettacoli che in questi anni sono stati fatti.

Vorrei riflettere sull’importanza della rieducazione come dice l’art. 27 della Costituzione, e vorrei raccontare la storia di un detenuto che uscendo dal carcere si trova ad affrontare come tutti una vita libera e consapevole. Utilizzando testi scritti in collaborazione coi detenuti della sezione alta sorveglianza del carcere di Tolmezzo (UD).

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