Sono tornato sano e salvo, mi sono messo in gioco anche sto giro. Eee ma perché vai da solo in montagna è pericoloso. Si lo so, ma è proprio di quella condizione che ho bisogno. Una condizione particolare ma ci arrivo piano piano. Ogni anno vado camminando alla ricerca di un pensiero consapevole, la fatica, la paura, la solitudine, mi aiutano. Questo anno : Tarvisio M.Lussari meta di pellegrinaggio e località dove mia figlia andrà a vivere per studiare. Volevo portare lì il mio spirito prima del suo arrivo quasi ad annunciarla. La camminata da qui a là serve a purificarmi un po , se non altro,le tossine che butti fuori sudando cosi tanto. Partenza lunedì pomeriggio alle quattro dopo aver fatto zaino e formaggio, mi faccio portare a Monte Maggiore (Campo di Bonis ) 820 m.s.l.m. Obbiettivo rifugio a.n.a dietro il Gran Monte 1500 m. Sbaglio subito, finisco a Cornappo , poco male anche lì c’è un sentiero che sale la differenza è che sono sceso a 500 m. e devo salire a 1600 , 1100 m di dislivello su un sentiero dritto come uno spago che si chiama il direttissimo non segnalato C.A.I. Alle 19,30 devo ancora raggiungere la cima il sole sta calando, non vedo bene dove devo andare, sono disfatto, sudatissimo ho bevuto un litro e mezzo d’acqua tutta quella che avevo e mi ripeto che sono troppo fuori forma e che non ce la posso fare. Da lì a poco la vetta e il rifugio subito sotto nel silenzio più totale. Dormo poco penso tanto alle 7 scendo a Uccea a 670 m. e risalgo sul Monte Guarda 1650 altri 1000 metri sono fradicio non riesco a prender il passo bevo troppo ho un incontro fugace con un capriolo e una vipera mi chiedo se non abbia esagerato nel progetto ma sono in cima sotto di me malga Coot 1200 m. (val Resia ) vai, sono le 11 e mezzo, arrivo giusto per pranzo.
Odore di mucca, muggiti, campane, il rumore fisso del generatore, gente semplice, un piatto di gnocchi , un caffè mi conoscono, mi augurano buon viaggio vado a casera Canin a dormire 1450 m un oretta e mezza 2 .Non voglio affrontare la punta del Canin ho deciso di girargli intorno. Arrivo appoggio lo zaino sono sudato le gambe si fanno sentire, tolgo le scarpe, apro le finestre del piano di sopra ,scelgo il letto per la notte, guardo in giro…. che posto ! c’è il sole, comincio a entrare nella storia.
Dopo un attimo di pace son già che guardo la direzione di domani ma non vedo la traccia sulla montagna chissà perché, scalzo in mutande vado vicino al cartello che da la direzione del sentiero e leggo : Direttivo C.A.I.
Sentiero 642a interrotto. Nooooo il mio! Su le scarpe,le braghe, chiudi le finestre zaino in spalla. Merda. Si torna indietro cambio di programma : bivacco Costantini 1800 m altre 2 ore e rotti destino vuole, si fa il Canin.. Stanco ma sudo meno ho preso il passo e comincio a sentirmi, a parlarmi è la seconda notte che sono solo . Praticamente non chiudo occhio, la branda è a forma di cucchiaio ed è larga 70 cm. Sono sotto al Gran Baba. in uno spiazzetto tra la roccia. Nel libro di bivacco (che è finito) ci sono una serie di saluti a un ragazzo che è morto l’ anno scorso proprio qui .Sento il peso della montagna di pietra che mi sta sopra…. che brividi, che tramonto… sono vivo. Ore sei ,voglio partir presto faccio il caffè offerto dalla casa scruto il cielo non si capisce è nuvolo sono pronto … Piove!
Nooo, la traversata dal Baba grande 2160, M. Lasca Plagna 2448 al M. Canin 2582 tutto in cresta sotto la pioggia nooo. Smette. Dopo mezz’ora nel cucchiaio smette. Via, senza coscienza anzi, da incosciente, tutto bagnato speriamo non si scivoli non voglio pensare. Voglio prender il ritmo del respiro e salire, pregare, sudare. Ora la racchetta per salire è legata allo zaino ,non serve più, servono tutte e due le mani. Fa freddo c’è una nebbia che non mi fa vedere più in la di 7 /8 metri il percorso non è segnalato C.A.I un triangolo rosso sbiadito qua, uno là, (benedetti gli uomini che fanno gli omini di pietra ) Bastardo è il secondo anno che vengo qui e non mi dai di vedere attorno.
Vedo il bello però, cominciano i pensieri profondi ,L’attenzione è tale nel muovere mani e piedi che vedo che tutta l’ energia che mi è attorno sotto forma di fiorì,( pazzeschi piccolissimi gialli con un cerchio perfetto in mezzo verde) erbe, rocce,l’energia di quello stambecco che ho di fronte immobile a 6 metri quello è il bello! Il bello del creato. Io no, io come uomo sono la consapevolezza ho questo dono. Ho il dono di cogliere, di esser consapevole di capire che tutta questa esplosione di bellezza che abbiamo tutti intorno è qui per noi da condividere con gli altri .L’uomo deve solo che coglierla e condividerla abbiamo davvero tutto intorno. E lì, in quel pensiero un lampo raffigurato così ; Cristo che strappa il suo unico mantello e lo divide con chi non ha niente. Sono in un copioso pianto e arrampicando tra una roccia e l’altra capisco che è cosi che bisogna vivere .Mi è chiaro come il sole, ecco il pensiero che cercavo. Condividere il bello che ci è dato tra uomini per un bene comune altro che accumulare mantelli e poi armadi per per riporli e macchine per trasportali e case sempre piu grandi per contenerli e telefoni, ai pood per venderli, acquistarli e poi ancora feste per mostrarli,e mantelli su mantelli. Bastaaa. Conosco la fatica sudata per conquistarsi un posto sociale conosco la fatica del lavoro e so che non abbiamo alternative. Il nostro piccolo orto, il nostro… da difendere, da passare ai figli,sembra che non ci sia soluzione, alternativa e poi, chi se ne frega degli altri, insomma senza cattiveria,cazzi loro potevano pensarci prima. Sono gli stessi, siamo gli stessi però che al bar, per la strada ci diciamo : che schifo di mondo,ah i giovani di oggi…. una volta però…. Non si può cambiare d’ incanto questo è il sistema ma un po’ di consapevolezza in più quando devi scegliere. Quando parli ai tuoi figli, piccoli passi in quella direzione ogni giorno , divulgando il messaggio. Un ‘altra raffigurazione potrebbe esser quella di una bilancia dove su un piatto ci sta l’ignoranza e sull’altro la consapevolezza oggi tutto pesa da una parte che è anche quella che fa le regole se domani il peso si spostasse anche con il tuo aiuto allora le regole potrebbero cambiare.
Ok ,sono arrivato, cima del Canin giù per la ferrata scivolando sulle nevi del ghiacciaio fino al Gilberti che figata ormai il fiato è fatto giù a Sella Nevea ma non basta risalgo per un ora a casera Gregnedul,1550 ancora gnocchi una doccia e ancora pensieri. Alle 7 meno 20 parto rifugio Corsi 1874 non mi prende più nessuno, colazione leggermente sudato davanti al mondo e via, foro del rio freddo 2240 giù per un canalone dove frana tutto a 1700 Sella Carnizza e poi al rifugio Pellarini a 1500.Dovevo dormire lì ma mi sento una bestia mangio una pasta con i funghi ( minchia 10 € ) e via altre 3 ore sotto la pioggia , su fino a 2000 di nuovo, vicino a cima del Cacciatore poi giù a 1600 e infine su sul Lussari 1800 eccolooo c’è l’ho fatta che sfida umilmente vinta un fugace passaggio in chiesa sono sfatto, ho due ganascie al posto dei polpacci ma per orgoglio dopo mezzo litro di birra da Juri scendo a piedi, via del pellegrino altri 1000 metri di dislivello sono gli ultimi a Campo Rosso mi attende mio padre , grazie Piero e scusate lo sfogo.Mandi Toni.

Privacy Policy