Il 1° maggio si festeggia il lavoro. Per qualcuno, però, quel giorno il lavoro è stato semplicemente reso impossibile.
Un rally, una strada chiusa, e le piccole realtà agricole e agrituristiche di Faedis che si ritrovano tagliate fuori — dalla viabilità, dagli ospiti, e forse anche dalle decisioni. Senza preavviso, senza coinvolgimento, senza un “scusate, ci siete anche voi”. Perché organizzare un evento in montagna è legittimo. Ma dimenticarsi di chi quella montagna la vive ogni giorno, 365 giorni l’anno, è un lusso che il territorio non può permettersi.
Rally del 1° maggio a Faedis: una riflessione sulle realtà di montagna

Parliamo come Agriturismo Zaro e Az. Agricola Pantanali Luca, e come tante piccole realtà che vivono e lavorano in montagna, territori bellissimi ma delicati, che richiedono attenzione, ascolto e rispetto.
Non siamo contrari agli eventi, né a iniziative che portano movimento e persone sul territorio. Crediamo però che ogni proposta dovrebbe nascere con l’obiettivo di valorizzare davvero questi luoghi, mettendo al centro chi li vive ogni giorno e li mantiene vivi.
Quando un’iniziativa, invece, rende difficile l’accesso, limita la possibilità di accogliere ospiti o interferisce con il lavoro quotidiano, diventa necessario fermarsi a riflettere.
Nel caso del 1° maggio, la strada principale da Faedis verso Canebola sarà chiusa al traffico. Questo significa che l’accesso alle nostre strutture sarà possibile solo percorrendo la strada da Montefosca, poco conosciuta e meno agevole, oppure passando da Subit ma solo fino alle 13.30, con successiva chiusura fino a tardo pomeriggio.
La viabilità verso Clap, per gran parte della giornata, sarà invece completamente chiusa e quindi di fatto irraggiungibile.
Per realtà come le nostre, che spesso lavorano in modo stagionale e concentrano gran parte dell’attività in pochi mesi all’anno, una giornata festiva non lavorata ha un peso importante. Non è solo un giorno in meno: è un’occasione persa in un periodo in cui ogni presenza conta, sia per la sostenibilità dell’attività sia per il mantenimento del territorio stesso.
Allo stesso modo, i prati, la fienagione e lo sfalcio non sono elementi secondari, ma parte essenziale del nostro lavoro. Sono spazi curati con tempo e fatica, che rappresentano risorsa e equilibrio per chi vive qui. Il passaggio e la presenza non regolata possono compromettere mesi di lavoro, con conseguenze concrete.
Quello che sentiamo di esprimere non è una contrapposizione, ma un bisogno: quello di essere COINVOLTI , INFORMATI e CONSIDERATI quando si organizzano eventi che hanno un impatto diretto sulle nostre attività.
Crediamo che le iniziative più preziose siano quelle che accompagnano le persone a scoprire il territorio, rispettandolo e permettendo alle realtà locali di lavorare, raccontarsi e crescere insieme.
La montagna vive grazie a chi la abita e la cura ogni giorno. Per questo è importante che ogni scelta tenga conto di questo equilibrio fragile, affinché eventi e territorio possano davvero sostenersi a vicenda.
Non siamo contrari agli eventi, né a iniziative che portano movimento e persone sul territorio. Crediamo però che ogni proposta dovrebbe nascere con l’obiettivo di valorizzare davvero questi luoghi, mettendo al centro chi li vive ogni giorno e li mantiene vivi.
Quando un’iniziativa, invece, rende difficile l’accesso, limita la possibilità di accogliere ospiti o interferisce con il lavoro quotidiano, diventa necessario fermarsi a riflettere.
Nel caso del 1° maggio, la strada principale da Faedis verso Canebola sarà chiusa al traffico. Questo significa che l’accesso alle nostre strutture sarà possibile solo percorrendo la strada da Montefosca, poco conosciuta e meno agevole, oppure passando da Subit ma solo fino alle 13.30, con successiva chiusura fino a tardo pomeriggio.
La viabilità verso Clap, per gran parte della giornata, sarà invece completamente chiusa e quindi di fatto irraggiungibile.
Per realtà come le nostre, che spesso lavorano in modo stagionale e concentrano gran parte dell’attività in pochi mesi all’anno, una giornata festiva non lavorata ha un peso importante. Non è solo un giorno in meno: è un’occasione persa in un periodo in cui ogni presenza conta, sia per la sostenibilità dell’attività sia per il mantenimento del territorio stesso.
Allo stesso modo, i prati, la fienagione e lo sfalcio non sono elementi secondari, ma parte essenziale del nostro lavoro. Sono spazi curati con tempo e fatica, che rappresentano risorsa e equilibrio per chi vive qui. Il passaggio e la presenza non regolata possono compromettere mesi di lavoro, con conseguenze concrete.
Quello che sentiamo di esprimere non è una contrapposizione, ma un bisogno: quello di essere COINVOLTI , INFORMATI e CONSIDERATI quando si organizzano eventi che hanno un impatto diretto sulle nostre attività.
Crediamo che le iniziative più preziose siano quelle che accompagnano le persone a scoprire il territorio, rispettandolo e permettendo alle realtà locali di lavorare, raccontarsi e crescere insieme.
La montagna vive grazie a chi la abita e la cura ogni giorno. Per questo è importante che ogni scelta tenga conto di questo equilibrio fragile, affinché eventi e territorio possano davvero sostenersi a vicenda.
1/ 2 maggio 2026
ZARO, non solo cibo. Riparto da Zaro - Sara
Questa pagina e’ gestista direttamente da Zaro Sara.
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